L?artista Uwe

Jaentsch

Uwe

Jaentsch

L?audacia, l?ironia, la rabbia. L?artista

austriaco, per la Biennale di Venezia, realizza il suo

villaggio

virtuale il Porn Pavilion

Alli Traina e tele dell?artista L Uwe

Jaentsch

sono le pietre, le macerie dei luoghi. Per Jaentsch ? classe 1970 ? le sue opere sono espressione di tutto il dolore dovuto all?abbandono e al vuoto lasciato da una società che baratta i suoi tesori con i simulacri dell?apparire. L?artista austriaco trasforma questo dolore in arte, un?arte audace e visionaria, che scuote, fa arrabbiare o innamorare, ma non lascia comunque indifferenti. Le opere di Uwe in qualche modo riescono a salvare dall?oblio luoghi 60 che sembrano perduti. L?ultimo lavoro di Jaentsch è stato realizzato come evento collaterale legato alla 53esima Biennale di Venezia, il cui tema ? Fare Mondi / Making Worlds ? è stato interpretato dall?artista seguendo la sua personale cifra dissacrante, ironica e trasgressiva che vuole far riflettere sui risultati di una società votata al consumismo. La sua tela è l?ex Stazione Orient Express del quartiere di S. Marta, una struttura in disuso da decenni. Qui Uwe ha creato il suo mondo, o meglio, il mondo che vede tutto attorno a sé e da cui si sente lontano, il suo ?Villaggio virtuale?. I padiglioni abbandonati sono così diventati gli ingressi dei più potenti colossi commerciali come Mc Donald?s, Toyota o Adidas. Il titolo Porn Pavilion è la sintesi della visione di Jaentsch che invita a riflettere su ciò che oggi domina e possiede l?uomo occidentale: dal gioco d?azzardo alle grandi catene commerciali, dalle banche ai Mc Donald's, un impero al cui vertice sta la pornografia, vista dall?artista come «nascosta ma onnipresente, colei che domina tutto, madre morbosa e assoluta». Il Porn Pavilion è visitabile fino a settem-

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